Fertilità e spermatozoi: un problema molto diffuso tra gli adolescenti

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fertilità

Il problema della fertilità è piuttosto di frequente connesso al quantitativo di spermatozoi. Nel corso degli ultimi anni la tendenza, nello specifico durante gli ultimi dieci anni, mostra un netto calo. Nel periodo che va dal 1973 fino al 2011, lo studio metanalitico svolto da Human Reproduction Update ha messo in evidenza un trend preoccupante nei paesi occidentali.

Fertilità degli adolescenti: si riduce il numero degli spermatozoi

Infatti, il numero di spermatozoi presenti all’interno del liquido seminale si è notevolmente ridotto. Le statistiche parlano del 59% in meno, con una progressiva diminuzione della fertilità compresa tra il 50 e il 60%. Si tratta di un fenomeno che va ad incidere notevolmente sulla salute pubblica, anche se in realtà non se ne parla mai a sufficienza. Infatti, ha conseguenze molto negative sulla natalità ed è bene capire come poter sviluppare un’efficace azione di prevenzione.

Il ruolo dei genitori

I ragazzi adolescenti, ad esempio, dovrebbero essere invitati dai genitori a sottoporsi ad una visita andrologica a partire dai 14 anni. In questo modo, ad esempio, c’è la possibilità di intervenire subito su un problema molto comune come il varicocele. Inoltre, è necessario anche che ci siano all’interno degli ospedali dei centri specializzati per la fertilità maschile.

Come al solito, in Italia il record è notevolmente negativo

L’Italia, manco a farlo apposta, può vantare un record non molto positivo. Presenta uno dei tassi di natalità più bassi in tutto il mondo, solamente dietro al Giappone. E tale tendenza negativa può essere ricollegata a varie motivazioni. Ad esempio, con le abitudini della società, come ad esempio quella di non prendere in considerazione l’idea di fare un figlio prima dei 35-40 anni. Inoltre, anche tanti inquinanti ambientali che vanno a condizionare l’organismo e una prevenzione ridotta all’osso.

Mancano le attenzioni giuste in famiglia

In questo senso è fondamentale il ruolo dei genitori nei confronti degli adolescenti. A quattordici anni è bene che comincino a fare una visita con uno specialista, ovviamente preceduta da una visita con il medico di famiglia. I ragazzi non possono pensare in autonomia a questo tipo di problematica legata alla fertilità futura. Nonostante la pratica del social freezing per la conversazione dei gameti, ci sono ancora da fare diversi passi in ottica preventiva, senza aspettare il tempo della procreazione medicalmente assistita.

Dopo i 15 anni stop ai controlli

Tra l’altro, Giuseppe La Pera, andrologo del San Camillo Forlanini, ha messo in evidenza come, in Italia, prima del raggiungimento dei 15 anni, non esiste un morto di cancro al testicolo. Ciò è sicuramente legato alle caratteristiche del tumore, ma anche al fatto che vi è un corretto controllo dal punto di vista pediatrico e in famiglia. Cosa che, al contrario, non si verifica dopo i 15 anni, quando c’è una sostanziale mancanza di attenzione rispetto all’apparato genitale maschile.

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