Professioni sanitarie, quali sono quelle più conveniente per trovare lavoro

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Professioni sanitarie

Nonostante la prima metà del 2020 sia stato estremamente complicata per colpa dell’emergenza sanitaria che ha imperversato prima in Cina e in Italia e poi in tutto il resto del mondo. Mesi decisamente duri, ma anche il mondo universitario è stato in grado di reagire affrontando di petto la situazione.

Un periodo che ha portato a puntare immediatamente sulle piattaforme online per portare avanti i corsi, ma anche per discutere le tesi, conseguenze le lauree a distanza. Una situazione che, però, non ha di certo fatto calare l’entusiasmo di tanti giovani, che sono riusciti a laurearsi ugualmente, come è stato svelato anche dal rapporto annuale del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea di Bologna.

L’ultimo rapporto di AlmaLaurea 2020, quindi, ha messo in evidenza come ci siano stati dati positivi in riferimento alle condizioni di occupazione, a distanza di dodici mesi rispetto alla laurea di tutti gli studenti che hanno raggiunto l’obiettivo della laurea in Professioni Sanitarie.

In confronto ai dati che sono stati registrati esattamente dodici mesi prima, il tasso di occupazione ha subito un aumento pari al 6%, riuscendo a toccare complessivamente un ottimo 76% di studenti che, un anno dopo aver conseguito la laurea in questo particolare percorso, sono riusciti a trovare lavoro. Si tratta di una percentuale molto alta, pari praticamente al doppio in confronto alla media, che si aggira intorno al 36,7% in tutte le altre facoltà.

Il trend di laureati è sicuramente positivo, ma cerchiamo di capire quali sono le professioni sanitarie che permettono di trovare più facilmente un’occupazione a distanza di dodici mesi dalla laurea. Ai primi posti troviamo il tecnico ortopedico, con addirittura il 90% di neolaureati che hanno trovato lavoro a distanza di un anno dal conseguimento della laurea. Al secondo posto troviamo il logopedista, con l’88% di occupazione dopo dodici mesi, esattamente come l’igienista dentale.

Non è finita qui, dal momento che pure altre due professioni sanitarie che nella classifica in questione sono finite fuori dal podio, in realtà possono contare su delle percentuali di tutto rispetto. Si tratta del fisioterapista, 86% di possibilità di trovare occupazione dopo dodici mesi, e il terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, con una percentuale pari all’84%.

Molto interessante mettere in evidenza come si tratti di profili che operano, quantomeno in maniera prevalente, come veri e propri liberi professionisti. Di conseguenza, stiamo parlando di figure lavorative che non sono state influenzate in negativo dal blocco delle assunzioni che ha recentemente coinvolto il pubblico impiego.

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