Lorenzo Fioramonti, alla scoperta del nuovo ministro dell’Istruzione

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Come tutti ben sappiamo, la coalizione di Governo tra Cinque Stelle e Lega è caduta e, da pochi giorni, se n’è formato un altro, retto dall’alleanza tra M5S e PD. Ebbene, sono cambiati ovviamente anche i vari ministri e pure quello dell’istruzione è un volto nuovo. Un’ottima occasione per capire con chi avranno a che fare gli studenti nei prossimi anni.

Il nuovo ministro dell’istruzione è Lorenzo Fioramonti, di origini romane, nato nel 1977. Laureato in Storia del pensiero politico ed economico moderno presso l’Università di Tor Vergata, Fioramonti ha svolto anche un dottorato di ricerca in Scienze Politiche presso l’Università di Siena. Ora è sposata e ha due bellissimi bambini.

Lorenzo Fioramonti, ecco cos’ha in mente per la scuola italiana

Sono effettivamente passati pochi giorni da quando il nuovo ministro dell’istruzione è stato annunciato da parte del premier Conte, eppure c’è già tanta curiosità di scoprire quelle che saranno le sue intenzioni e i programmi che vorrà mettere in atto in relazione al comparto educativo italiano.

In una delle prime interviste che ha rilasciato alla stampa, Fioramonti ha messo in primo piano la necessità di provvedere ad effettuare importanti investimenti sul campo dell’istruzione italiana. Stando a quanto riportato da Fioramonti, c’è bisogno quantomeno di un miliardo di euro per l’Università e almeno il doppio per la scuola.

Servono investimenti immediati

E il nuovo ministro ha già fatto capire che non mancano di sicuro le idee per reperire tutti questi fondi. Ad esempio, potrebbero essere introdotte delle micro tasse di scopo che andrebbero a pesare sulle merendine, così come sulle bevande zuccherate. Infine, un altro balzello potrebbe riguardare i biglietti aerei. Con i soldi che verrebbe ricavati da questi interventi tributari, ecco che lo Stato potrebbe reperire le risorse necessarie a finanziare i piani di investimento in materia scolastica e universitaria.

Una delle prime decisioni di Fioramonti è stata quella di rinviare di un anno l’inserimento dell’educazione civica a scuola. Il neo ministro grillino, quindi, ha scelto di rinviare tale mossa, per permettere alle scuole di avere tutto il tempo necessario per organizzarsi.

Un altro aspetto su cui si concentrerà il lavoro del neo ministro a breve termine è sicuramente quello di provare a rendere molto più stabile la situazione dei docenti italiani. Per il nuovo anno scolastico che è appena iniziato, infatti, le stime parlano di ben più di 120 mila cattedre che sono rimaste scoperte. Secondo Fioramonti servono degli investimenti per poter cambiare lo scenario, e subito.

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