Fase 2 università: quali sono le prospettive per gli esami estivi

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Sciopero professori universitari

Nel corso di una recentissima intervista che è stata rilasciata a La Stampa, il Ministro dell’Istruzione Manfredi ha messo in evidenza come anche le università italiane dovranno attrezzarsi e organizzarsi per affrontare la fase 2 nella lotta al Coronavirus.

Ebbene, sia le attività di ricerca all’interno degli atenei che nei vari enti pubblici dovranno ripartire a regime completo. In questo senso, le parole del Ministro dell’istruzione hanno svelato come le attività individuali nei laboratori, così come nelle biblioteche e pure nelle strutture dedicate ai tirocini potranno ripartire, a patto però di rispettare il distanziamento sociale.

Per quanto riguarda la didattica, invece, proseguirà a distanza fino al mese di luglio compreso. Le università, come ha volutamente messo in evidenza anche il Ministro Manfredi, hanno un buon grado di autonomia nella scelta e nell’organizzazione delle strutture per poter riprendere la vita normale in totale sicurezza.

Durante l’ultima conferenza dei rettori è emersa proprio la richiesta di una maggiore autonomia, proprio in virtù che il Covid-19 si è diffuso in maniera totalmente differente nelle diverse regioni. Gli esami universitari, ad ogni modo, sarebbero possibili anche dal vivo, mantenendo le misure restrittive obbligatorie. Ovvero, ci saranno poche persone in un’aula, rimarranno a distanza e dovranno usare i vari dispositivi di protezione, rendendo possibili gli esami praticamente dovunque, ma serve comunque la massima flessibilità.

Uno dei problemi principali per tanti atenei è quello di avere un elevato numero di studenti fuorisede, che hanno fatto ritorno nelle regioni in cui hanno la residenza e, di conseguenza, gli esami online rappresentano l’unico strumento che si può attuare in questi casi.

Uno dei principali dubbi che tantissimi studenti si stanno ponendo, però, riguarda ovviamente la sessione di esami estiva, a cui ormai manca sempre meno tempo. Anche questa volta, è stato lo stesso Ministro Manfredi a provare a fare chiarezza sulla situazione.

Infatti, per tutto ciò che riguarda le lauree, gli esami, ma anche le esercitazioni, gli atenei avranno l’opportunità di prevedere la soluzione migliore. Si potranno anche effettuare dal vivo, a patto chiaramente di rispettare tutte quelle regole legate al distanziamento sociale, impiegando anche i vari dispositivi di protezione individuale.

Sarà, di conseguenza, ciascuna università a dover prendere una decisione circa l’opportunità o meno di riprendere gli esami con la presenza fisica dei vari studenti, anche se al momento la scelta di tanti rettori va verso una prosecuzione delle modalità di svolgimento degli esami online, mentre le lezioni accademiche verranno rivalutate a settembre e a ottobre.

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