Esami università: il 25 è da considerare un buon voto o no?

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Esami orali

La sessione estiva è ormai terminata da diverso tempo e ci sono gli esami di settembre da affrontare. Il riposo e il relax che si è riusciti a coltivare ad agosto deve essere fondamentale per dare quella giusta spinta verso un rinnovamento delle proprie ambizioni ed essere più carichi che mai per concludere o proseguire brillantemente il proprio percorso universitario.

Uno dei dubbi che, sessione estiva o meno, insorgono più di frequente tra gli studenti in merito agli esami università è legato a quei voti che sono da accettare rispetto a quelli che, al contrario, dovrebbero essere rifiutati, a patto ovviamente di avere un certo tipo di aspettative per quella materia.

È chiaro che, in ogni caso, gli studenti puntano sempre a dei volti particolarmente alti, come ad esempio il 30. Eppure, per una lunga serie di elementi, come ad esempio uno studio effettuato troppo in prossimità dell’esame, oppure anche una giornata sfortunata, per colpa magari di insegnanti eccessivamente esigenti, ecco che il massimo dei voti non arriva, ma viene assegnato un 25. La domanda che si fanno tanti studenti è la seguente: “Devo considerarlo un buon voto o no?”.

Si tratta di una riflessione che, chiaramente, ha carattere personale ed è strettamente legata anche al voto di laurea con cui si ha intenzione di uscire dall’università, ma anche dal tempo che si ha a disposizione per l’eventuale studio della stessa materia e altre considerazioni individuali.

I vantaggi di accettare un 25 sono innanzitutto che si tratta di un voto ampiamente positivo. Quando conviene accettarlo? Prima di tutto quando si è uno studente fuori corso e ci sono diversi esami da recuperare. Nel caso in cui, al contrario, si dovesse rifiutare, ecco che si dovrà dedicare ancora tanto tempo nella preparazione della medesima materia, senza però avere la certezza di poter puntare ad un voto decisamente più alto.

Capita spesso e volentieri, infatti, che il problema principale sia rappresentato dalla mancanza di tempo per la preparazione di un esame, a maggior ragione se si lavora durante il giorno. Qualora il proprio obiettivo fosse quello di togliersi il maggior numero di esami possibile dal libretto per raggiungere la laurea velocemente, ecco che il 25 è un voto che non si può proprio rifiutare.

Discorso diverso quando si è in pari con gli esami e si ha intenzione di mantenere una media molto alta. Ad esempio, in tutti quegli esami che garantiscono un numero ridotto di crediti formativi universitari, ecco che c’è la tendenza a rifiutare un voto basso per cercare di raggiungere un risultato migliore ed alzare la media.

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