Buste orale di maturità, ecco come funzionano veramente

commissari esterni maturità 2018

Per tanti studenti rappresentano un vero e proprio spauracchio, mentre sicuramente per altri un po’ meno ansiosi pongono comunque dei dubbi circa il loro effettivo funzionamento. Stiamo facendo riferimento alle tre buste che verranno presentate all’orale di maturità e soprattutto come dovranno essere usate da parte degli studenti.

Alla fine di quest’anno scolastico che è da poco iniziato, ecco che tutti quegli studenti che dovranno affrontare la maturità faranno sicuramente il loro incontro con le “mitiche” tre buste. Dagli esami di maturità del 2019, infatti, è stata introdotta questa novità da parte del ministro Bussetti, che ha deciso di inserire l’uso delle buste all’interno del colloquio orale.

Adesso, però, sembra che lo scenario sia destinato a mutare, dal momento che il nuovo ministro dell’istruzione Fioramonti ha detto apertamente di aver intenzione di apportare degli interventi per migliorare questo procedimento. Chiaramente, l’impostazione degli esami non verrà modificata completamente, ma ci saranno delle novità.

Le tre buste rappresentano semplicemente un modo come un altro, ma che può contare sulla caratteristica della più totale imparzialità, per dare il via al colloquio orale. Insomma, la cara e vecchia tesina è andata in pensione. L’ex ministro Bussetti ha scelto di affidare alle buste l’argomento con cui partire l’esposizione del proprio esame orale.

Il maturando si troverà di fronte a tre buste che sono state sigillate, dovrà scegliere quella che più preferisce, e poi aprirla, in maniera tale da scoprire l’argomenti di cui dovrà iniziare a parlare. Per quanto riguarda i materiali che dovranno rappresentare un punto di partenza per il proprio esame orale, l’ex ministro Bussetti aveva messo in chiaro alcuni suggerimenti. Si tratta di articoli di giornale, poesie, tabelle con dati da commentare, foto, quadri, grafici, foto tratta da libri oppure semplicemente uno spunto progettuale.

Attenzione, dal momento che il Miur ha stabilito anche tutto quello che non si potrà trovare all’interno delle buste di cui stiamo parlando. Non ci potranno essere delle domande, né argomenti che fanno parte del programma svolto durante l’anno, ma anche nessun riferimento ad alcuna disciplina specifica.

Il nuovo ministro dell’istruzione, però, ha in mente di cambiare questo meccanismo. L’obiettivo è quello di fare in modo di non perdere ore e ore per la distribuzione dei quesiti. Le commissioni dovrebbero concentrarsi e focalizzarsi più che altro sulla valutazione e sull’esame che viene svolto dagli studenti. Adesso, quindi, il prossimo passo è quello di aspettare le novità in tal senso che verranno comunicate da parte del Miur.

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