Bocciato maturità: ecco i casi in cui è possibile fare ricorso

Seconda prova maturità

Vostro figlio è stato appena bocciato alla maturità? Esistono delle situazioni in cui c’è la possibilità di fare ricorso. Gli esami di maturità sono arrivati ormai all’atto conclusivo. Ci sono degli studenti a cui è andata alla grande, ma ce ne sono tanti altri a cui non è andata esattamente così bene.

È bene sottolineare, però, come la percentuale dei ragazzi che sono stati bocciati ha subito un notevole ribasso. Infatti, nel corso degli ultimi anni, tale percentuale è scesa addirittura tra lo 0,4 e lo 0,5%. Il discorso cambia, invece, se si prendono in considerazione anche coloro che non sono stati ammessi a sostenere gli esami di maturità.

Bocciato maturità, appello al Tar

Stiamo facendo riferimento a quella che si può ribattezzare bocciatura preventiva: un gran numero di studenti è convinto che i professori siano protagonisti di una vera e propria ingiustizia nei suoi confronti e, in questi casi, hanno ancora una “via di fuga”. Si tratta dell’appello al Tar, che potrebbe portare in dote la possibilità di affrontare nuovamente l’esame, oppure addirittura di cambiare quanto è stato deciso da parte della commissione.

È importante mettere in evidenza come, per fare ricorso, la prima cosa da fare è quella di andare a reperire un avvocato che abbia una notevole esperienza in diritto amministrativo. Ricordiamo come un consulto tecnico del genere presenta un costo che si può aggirare tra i 100 e i 150 euro. In seguito, poi, è necessario allegare anche tutti i vari risultati che sono stati ottenute nelle diverse prove che caratterizzano la maturità, così come tutti i risultati della propria carriera scolastica alle superiori. Tali atti possono essere ottenuti con una richiesta specifica fatta presso la segreteria didattica presso l’istituto che si è frequentato.

Il ricorso al giudice

Per il ricorso è necessario agire entro sessanta giorni dalla data in cui sono stati pubblicati i quadri che riportano le bocciature o anche solamente il voto dell’esame. La via più diffusa è quella che prevede di agire con una richiesta di sospensiva che poi dovrà essere esaminata da parte del tribunale amministrativo. Il giudice, quindi, dovrà decidere su tale richiesta e, se ci sono le condizioni per portare avanti la causa o meno.

Nel caso in cui secondo il giudice ci sono dei motivi tali per cui è sensato portare avanti la causa, ecco che gli effetti della bocciatura vengono sospesi e lo studente ha la possibilità di affrontare nuovamente la prova d’esame. Tutto deve avvenire entro 40-50 giorni da quando è stato depositato il ricorso.

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