Attenzione in classe, ecco un nuovo sistema che sta avendo successo

Compiti in classe

La soglia dell’attenzione in classe non può essere sempre altissima. È chiaro come le distrazioni possano essere numerose, specialmente quando si ha poca voglia di seguire la lezione. Una chiacchierata con il compagno o la compagna di banco può dare il via ad una serie di minuti in cui le parole del professore entrano da un orecchio ed escono dall’altra.

Attenzione in classe: la soglia deve restare alta, soprattutto in Cina!

Eppure, da qualche parte nel mondo, la soglia dell’attenzione in classe deve rimanere sempre molto alta. O, perlomeno, questo è il diktat che arriva dalle scuole, che vogliono vietare qualsiasi tipo di distrazione. Stiamo parlando nel caso di specie della Cina: nella città di Hangzhou sono stati stanziati degli investimenti notevoli per cercare di mantenere sempre elevato il livello di attenzione degli studenti in classe.

L’esperimento in una scuola elementare di Jiangnan

All’interno di una scuola elementare, ovvero l’Istituto sperimentale di Jiangnan, ha preso il via un progetto del tutto innovativo che sfrutta le nuove tecnologie e che ha un solo obiettivo: ovvero, misurare il grado di concentrazione di ogni studente nel corso di una lezione.

Fascette dotate di sensori da indossare

Attenzione, non si tratta affatto di un gioco né di un semplice scherzo. Nella città cinese tutto sta accadendo sul serio. Il progetto prevede l’uso di particolari fascette che sono realizzate con dei sensori: ebbene, tali fascette vengono fatte indossare degli studenti, che le dovranno mantenere sulla testa. In questo modo, i professori potranno, in real time, capire quale sia la soglia dell’attenzione, semplicemente leggendo le onde cerebrali degli alunni.

Attenti o no?

In breve tempo, quindi, si riesce a capire se gli studenti sono effettivamente attenti, oppure se il loro cervello è concentrato su altre cose. Questo particolare scanner elettronici distopico, incredibile ma vero, non è stato realizzato in Cina, quanto negli Stati Uniti, da parte di una startup del Massachusetts, con cui collabora anche la Harvard University.

Ordinati 20 mila kit

Dopo aver dato un’occhiata ai primi risultati dei test, la scuola cinese pare che abbia ordinato questo kit senza badare alle spese, visto che ne sono state richieste ben 20 mila unità che dovrebbero sbarcare in tutte le aule durante le prossime settimane. Una sorta di controllo di massa sugli alunni cinesi? Si potrebbe chiamare anche così, anche se l’obiettivo è quello di provare ad evitare che le famiglie spendano poi soldi per le ripetizioni dei figli.

Commenti

commenti