HIV, poca informazione e tanti pregiudizi: ecco la situazione tra i giovani

Hiv contagio

Di disinformazione, purtroppo, ce n’è ancora veramente tantissima e bisogna combatterla con tutti i sistemi possibili e immaginabili. Stiamo facendo riferimento ad un argomento particolarmente delicato come l’HIV, che genera ancora un grandissimo timore, specialmente tra le nuove generazioni.

È sufficiente tenere in considerazione come un gran numero di ragazzi e di ragazze, anche solamente parlando di questa malattia, associano spesso e volentieri la parola paura e, in tanti casi, anche la parola morte. L’analisi è stata portata avanti da parte di Skuola.net, che ha fatto domande a ben 5534 ragazzi di età compresa tra 11 e 25 anni, che sono stati interpellati nell’ambito di uno studio parecchio importante.

HIV e adolescenti, ecco una nuova indagine

Infatti, Skuola.net ha dato il via a questa indagine statistica avvalendosi della collaborazione con MSD Italia, durante il Worlds AIDS Day 2019. Il problema, quindi, è che tra le nuove generazioni c’è una forma di disinformazione particolarmente diffusa. Insomma, questa tematica viene trattata con eccessiva superficialità e non ci si può proprio stupire di fronte a tale mancanza di conoscenze.

Uno degli aspetti più importanti da mettere in evidenza è che manca anche un vero e proprio confronto, da cui possono nascere le giuste indicazioni per i più giovani. Si tratta di conoscenze mancanti che si riferiscono non solamente alle caratteristiche della malattia. Infatti, spesso e volentieri, il pensiero dei giovani nei confronti dell’HIV è troppo influenzato da stereotipi, luoghi comuni e pregiudizi che ormai finiscono per diventare delle certezze nell’immaginario collettivo, anche se la scienza da decenni li ha di fatto smentiti.

Ecco spiegato il motivo per cui c’è bisogno di migliorare per quanto riguarda la comunicazione delle caratteristiche dell’HIV. C’è la necessità di puntare su delle campagne di comunicazione che siano non solamente efficaci, ma anche in grado di rivolgersi ai giovani con gli strumenti che utilizzano di più, ovvero lo smartphone e i social network.

Tra le credenze più ottuse e false che si fa una gran fatica ad abbattere troviamo sicuramente il fatto di non accettare che questo virus possa diffondersi per contagio a tutte le persone e che lo stile di vita non centri nulla. Solamente il 68% dei giovani che sono stati oggetto dell’intervista, ha la consapevolezza di questa situazione. Invece, oltre 1 su 3 è convinto che il pericolo di contagio sia legato ad alcuni comportamenti ben precisi. Ad esempio, il fatto di essere omosessuali, la tossicodipendenza e il fatto di avere dei rapporti sessuali con un gran numero di partner.

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